Test Muscolare Kinesiologico

Dal sito internet “Lo spazio dell’uomo” si legge:

Oggi la kinesiologia applicata è diventato un utilissimo strumento diagnostico per molti chiropratici, dietologi, omeopati, naturopati e dottori specialisti in intolleranze alimentari, che utilizzano i muscoli come mezzo per poter dialogare con il corpo.

E’ possibile imparare a fare il test kinesiologico ai fini della MNE durante i Seminari di Oscar Citro

Vedi Seminari della Medicina della Nuova Era

Il test muscolare non è altro che la risposta dei nostri diversi sistemi energetici alle vibrazioni di diverse sostanze, alle vibrazioni dei chakra, e persino alle affermazioni che facciamo.

Ricordiamo che il nostro sistema nervoso è un’antenna lunga 37 miglia, in grado di percepire le frequenze sottili che gli strumenti scientifici non possono misurare.

La kinesiologia, operata anche dal sottoscritto, si basa sul presupposto che il corpo non dice mai bugie perché possiede una sua saggezza istintiva, pertanto la valutazione della forza di alcuni muscoli permette di diagnosticare ogni tipo di disarmonia energetica presente nel corpo e mette in evidenza i conflitti che la persona ha vissuto nel passato e quelli che sta ora vivendo nel presente. Per chi non conosce le possibilità offerte dal campo kinesiologico, tutto questo sembrerà alquanto inverosimile. Prego i lettori di fare qualche prova, vi sono molte possibilità che l’esperimento riesca ed offra loro uno strumento assai utile che li accompagnerà per tutta la vita. Eseguire un test kinesiologico è più semplice di quello che si possa pensare; tutte le persone alle quali ho insegnato le modalità di questo semplice test sono state in grado di eseguirlo correttamente già dopo un’ora di esercitazione.

Il test muscolare kinesiologico che io eseguo, è quello dove si fa leva su un polso della persona che sta di fronte

 

Principalmente lo eseguo sui seguenti Chakra:

Corona , Terzo OcchioGola, Cuore, Plesso Solare, Ipogastrico                   , Basale

Alla persona interessata dico di fare forza con il braccio verso l’alto e nello stesso momento io spingo verso il basso. Inizio prima con una forza lieve, poi in pochi istanti spingo sempre più forte sino a quando il braccio del paziente inizia a cedere.

A questo punto smetto di spingere verso il basso e memorizzo la pressione che ho esercitato. Mentre la persona tocca con l’altra mano ogni singolo chakra impiego, per ogni punto energetico, la stessa forza memorizzata con la prima prova.

Se il braccio  della persona  cede in maniera vistosa so che quel chakra è bloccato; dato che so già quale conflitto blocca quel preciso punto energetico pongo delle domande al suo corpo per sapere da quando la persona vive quel conflitto, in quale circostanza o luogo si manifesta, quali sono le persone coinvolte; nella domanda preciso che se la risposta è affermativa il braccio perderà forza, se è negativa il braccio manterrà la sua forza originaria.

Nei casi gravi chiedo ulteriore conferma invertendo la domanda: se la risposta è affermativa il braccio avrà più forza, se negativa ci sarà un evidente calo di potenza muscolare. Se l’esame è fatto bene con la variante avrò sempre la stessa identica risposta sulla dinamica del conflitto.

ESEMPI DI DOMANDE DA FARE A SECONDA DEI CHAKRA BLOCCATI:

Chiedo se nel corpo c’è una malattia degenerativa. In caso di risposta affermativa mi impegno con più circospezione nel prosieguo del test sugli altri chakra per scoprire in quale parte del corpo c’ è una degenerazione cellulare.

Chiedo per prima cosa se la persona tende a sottovalutarsi; ricevendo una risposta affermativa proseguo chiedendo quanti anni aveva quando egli ha iniziato a vivere questo problema (in questi  casi si parte dall’infanzia). Chiedo se il conflitto è iniziato nei primi  5 anni di vita, in caso di risposta negativa continuo chiedendo se è iniziato nei primi 10 anni di vita, se la risposta continua ad essere negativa proseguo aumentando gli anni di altri 5, fino a quando il braccio della persona avrà un grosso calo energetico.

Nel caso di una risposta affermativa ad esempio nei primi 15 anni di vita chiedo se è precisamente il 15°, il 14°, il 13°, e quando il braccio perde forza so quanti anni aveva la persona quando si è verificato per la prima volta il conflitto.

Poi chiedo se è coinvolto un genitore, un insegnante, un gruppo di amici ecc. ecc. fino a quando otterrò una risposta affermativa.

Più indago sul conflitto primario più ho elementi per aiutare la persona a risolverlo.

E’ molto probabile che la persona interessata dopo un po’ di sollecitazioni di forza muscolare possa perdere forza al braccio perché accusa stanchezza; quando il test dura un po’ di tempo e penso che il calo della forza possa essere dovuto alla sua stanchezza inverto la domanda chiedendo, in questo caso un suo aumento di forza. Se non ottengo la stessa risposta o chiedo di far leva sull’altro braccio o sospendo momentaneamente il test aspettando che la persona riacquisti forza. Nella pausa approfitto del tempo libero per dialogare con la persona sulle tematiche conflittuali che ho già verificato con il test fatto precedentemente. Questo mi consente di restringere il campo sulle altre domande da porre al corpo della persona. Concludo il test non prima di aver chiesto quale organo o parte del corpo sta risentendo maggiormente della carenza energetica causata dal blocco del chakra.

Finito il test muscolare domando alla persona se nella parte interessata dalla disarmonia energetica egli accusa dolori e lo invito (se non lo ha già fatto) a fare degli accertamenti clinici eseguiti da medici specialisti.

Per ultimo gli spiego la natura psicologica che causa il blocco del chakra e quali sono le modalità per la sua risoluzione (in questo caso vedi capitolo chakra del 3° occhio).

Se il chakra è bloccato chiedo conferma se la persona ha qualcosa che non riesce a dire; con la risposta affermativa chiedo se questo “segreto” è nascosto a tutti o solo a qualcuno, nella seconda ipotesi, chiedo se il segreto è nell’ambito familiare, con il partner, nell’ambito del lavoro o in quello delle amicizie.

Successivamente chiedo al corpo da quanti anni la persona vive il conflitto. Ricordatevi che il corpo non mente mai mentre è molto probabile che la persona tenterà verbalmente di nascondere anche a voi ciò che non vuole dire ad altri. Solo se riuscite ad instaurare un rapporto di empatia potete creare le condizioni affinché la persona vi racconti il suo segreto. Nel caso che ciò accade, dopo il colloquio rifate il test sul chakra della gola per vedere se la confessione fatta a voi è stata sufficiente per la sua riattivazione. Se il chakra è ancora bloccato la persona deve risolvere il conflitto “confessandosi” unicamente con la persona partecipe del conflitto.

La persona che ha il chakra del cuore bloccato ha memorizzato nel suo subconscio la seguente equazione: AMORE = SOFFERENZA. La prima domanda da porre è se la causa di questa somatizzazione è dovuta per colpa di un genitore o di entrambi. Nel 99% dei casi è sempre colpa del padre o della madre, in alternativa a questa ipotesi la somatizzazione può essere stata causata dalla perdita di un amore vissuto con intensità tale da non ritenere possibile provare le stesse intense emozioni e sensazioni con un nuovo partner.

Una volta scoperta la causa si indaga sul periodo in cui questo evento si è verificato (anche in questo caso è consigliabile partire dall’infanzia, addirittura dai primi mesi del concepimento perché già in questa fase il nascituro percepisce tutte le emozioni che vive la sua mamma).

Generalmente chi ha questo chakra bloccato tende caratterialmente a trattenere la rabbia. Il conflitto primario (1° evento di sofferenza in cui la persona subiva senza ribellarsi) è quasi sempre avvenuto per

colpa dell’atteggiamento autoritario di un genitore, quindi l’operatore può chiedere al corpo della persona chi è l’autore del conflitto primario e chi oggi è causa di rabbia trattenuta. Per facilitare le risposte vi consiglio di chiedere prima se è nell’ambito familiare o nell’ambito del lavoro.

Ricordatevi che non potete porre troppe domande perché inevitabilmente dopo un po’ di sollecitazioni muscolari la persona accuserà stanchezza al braccio.

Ricordate che per un preciso responso energetico, la persona che testa questo chakra deve tenere il dito pollice nell’ombelico ed il palmo della mano appoggiata al

Visto che questo punto energetico si blocca per due dinamiche psicologiche differenti e coinvolge due settori distinti del corpo (area intestinale e organi genitali), per prima cosa dobbiamo chiedere quale è il tipo di conflitto che la persona sta vivendo:

1° domanda: se il conflitto è legato al sesso il braccio perderà forza. 2° domanda: se il conflitto è legato alla realizzazione o al perdono il braccio perderà forza.

Se in entrambi i casi si registra il calo energetico per avere la conferma potete porre la 3° domanda: se la persona vive entrambi i conflitti il suo braccio diventerà debole.

Nel caso si abbia una risposta affermativa alla prima domanda chiedere se la persona ha subito violenza sessuale e poi risalire all’anno in cui si è verificato l’episodio, chiedere poi se al momento attuale la persona fa sesso sotto coercizione o senza desiderio (solo per accontentare il partner), o fa sesso senza la qualità o quantità desiderata.

Nel caso in cui la persona vive un conflitto che è relativo alla mancata realizzazione personale o al perdono bisogna per prima cosa

chiedere se l’aspetto economico è preponderante e se è attinente ad un episodio che la persona non riesce a perdonare.

Anche in questi casi è opportuno risalire al periodo in cui si è verificato l’evento, questa volta però si inizia chiedendo se ciò è successo negli ultimi 5 anni, negli ultimi 10 anni e così via a ritroso sino a quando si identifica esattamente il periodo in cui si è verificato l’evento.

Ho notato che per il corpo l’anno corrisponde esattamente all’arco temporale di 365 giorni perciò per individuare l’anno preciso  in cui si è verificato l’evento inserisco anche l’anno precedente e il successivo per avere conferma.

Esempio: il test è fatto a maggio del 2011 e mi indica che l’evento si e verificato due anni prima. Per conoscere esattamente la data chiedo se l’evento è sorto nel 2009, negli ultimi mesi del 2008 o nei primi mesi del 2010.

I conflitti che bloccano questo chakra sono legati al territorio e all’ambiente in cui l’individuo vive o trascorre del tempo con sofferenza durante la giornata, sia esso abitazione, luogo di lavoro o altro posto dove si è costretti ad andare. Per individuare il luogo, inizio con il porre la 1° Domanda: “il posto dove non ti piace stare è l’abitazione?”

Esso comprende anche il territorio in cui è situata, i vicini, i condomini, la presenza di qualcuno che non si sopporta all’interno dell’abitazione o qualcuno che invade il tuo spazio vitale (la camera personale).

2° Domanda: “il posto in cui non ti piace stare è il posto di lavoro?” Comprende anche le mansioni svolte, la lontananza  dalla  abitazione, i mezzi usati per raggiungere il luogo di lavoro, l’ambiente, i rumori, i colleghi, il dirigente.

Se la risposta è negativa ad entrambe le domande allora non rimane che indagare sulle alternative: può essere che la persona vada malvolentieri a far visita a parenti o amici, che non le piaccia svolgere commissioni o pratiche burocratiche, oppure andare in luoghi che non piacciono solo perché costretti dal partner (es. in vacanza, in discoteca, al ristorante, al cinema, al teatro, a delle riunioni ecc.) Il test termina quando si è individuato il luogo preciso.

Con il test muscolare kinesiolosico, così come eseguito da me, si viene a conoscenza di ogni episodio traumatico che ha subito la persona, delle sue rabbie represse, delle sue debolezze, delle sue malefatte, dei suoi segreti, delle sue reali emozioni. Il suo corpo ci racconta tutto quello che vogliamo sapere; letteralmente invadiamo  la privacy di questa persona. E’ per questo motivo che tanti operatori iniziano il test chiedendo al corpo della persona che si esamina il consenso a procedere.

N.B. le domande da porre al corpo del soggetto che si esamina possono essere fatte sia con voce interiore sia facendosi ascoltare dagli altri. Per la cronaca io eseguo il test in silenzio e chiedo chiarimenti ed osservazioni alla persona solo se lo ritengo opportuno.

Quando insegno ad eseguire il test muscolare kinesiologico agli allievi faccio prima svolgere delle prove “a doppio cieco” utilizzando sostanze innocue e prodotti tossici; la prova si esegue in questo modo:

Si prendono due flaconi vuoti da 30 o 50ml, uno si riempie con normale acqua di rubinetto o altra sostanza innocua per il corpo e l’altro si riempie con una sostanza altamente tossica (es. acido muriatico). Una volta sigillati bene i flaconi si coprono entrambi per evitare che le due persone che praticano il test muscolare siano a conoscenza del loro contenuto.

Ora la persona che si sottopone al test ad ogni prova tocca un flacone e l’operatore, verificando la forza del braccio deve rilevare con esattezza quando l’altro tocca il flacone tossico. Questo test va ripetuto fino a quando l’operatore riesce ad individuare con esattezza quale flacone tiene in mano l’altra persona. Solo quando l’operatore, in centinaia di prove, non commette sbagli  è pronto a fare la pratica con le persone.

Solo all’apparenza sembra difficile imparare a fare il test muscolare. Nei fatti tutti i miei allievi hanno imparato ad eseguire correttamente questa tecnica in poche ore.

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