Chakra del Terzo Occhio – fronte

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Questo punto è situato sulla fronte, al centro tra le due sopracciglia.

Chakra del terzo occhio

Alcune popolazioni di fede Induista, molti Buddisti e qualche sciamano, coprono questo chakra con un neo artificiale di colore rosso.

Essi pensano che in questo modo si aumenti la sua apertura e si potenziano le onde mentali che favoriscono le facoltà extra- sensoriali e la meditazione.

Dal punto di vista fisico il blocco del chakra della fronte può causare dolore alla testa, alla fronte, sinusite, miopia, ipermetropia, astigmatismo e la degenerazione delle cellule nervose; se contemporaneamente è bloccato anche il chakra basale, questo può causare la leucemia ed altre malattie legate alla qualità del sangue.

La persona che ha questo centro bloccato ha una palese mancanza di autostima, non crede in se stessa e nelle proprie potenzialità, pensa di essere un incapace, si sente inferiore rispetto agli altri, è convinta di non meritare amore e stima.

Generalmente la persona acquisisce questi pensieri negativi da piccolo. Alcuni genitori, in momenti di rabbia, rimproverano i figli con frasi tipo: “sei un incapace, non sono orgoglioso di te, mi deludi sempre, sei un imbranato, non meriti il mio affetto”.

Il bambino, fino ai 5/7 anni di età ha come unico punto di riferimento i genitori. Mancandogli la capacità di filtrare gli avvenimenti, egli finisce col credere che ciò che gli viene detto sia reale. Quando, poi, crescendo finisce per essere rimproverato in malo modo da un insegnante per non avere appreso la lezione, o deriso dagli amici per essere arrivato ultimo in un gioco o una gara, si rafforza in lui la convinzione di essere inferiore agli altri.

Nello studio il ragazzo che non ha autostima raramente consegue buoni voti; o rinuncia a studiare perché pensa di non essere abile nell’apprendere oppure, al contrario, studia con impegno esagerato perché con i buoni voti vuole conquistare l’affetto dei genitori e la stima di insegnanti e amici. Purtroppo, in quest’ultimo caso, succede sempre che l’alunno finisce per vivere l’interrogazione scolastica con troppa ansia, viene preso dal panico, si blocca e non risponde alle domande dell’insegnante nonostante conosca benissimo la materia.

Un esempio: mia figlia Cinzia trascorreva molte ore della giornata a studiare ma raramente conseguiva voti sopra la sufficienza. Il problema nasceva dal fatto che lei, quando veniva interrogata, non riusciva ad argomentare ciò che aveva ben studiato.

Ho cercato la causa che determinava in mia figlia “l’ansia della prestazione” e alla fine l’ho individuata nel rapporto con sua madre. La mia ex moglie sostiene che per avere una sufficiente indipendenza economica bisogna conseguire una laurea, e per tale convinzione sollecitava in continuazione Cinzia ad ottenere buoni voti: «Devi essere brava come la tua amica Anna che non prende meno di otto in tutte le materie». Mia figlia sapeva di non poter competere (nei voti) con la sua amica, perché Anna era aiutata nello studio dalla madre, preside di un liceo. Cinzia, convinta che la madre non fosse orgogliosa di lei, pensava che l’unico modo per conquistare il suo affetto era quello di conseguire ottimi voti a scuola, e con questa dinamica mentale finiva per sostenere le interrogazioni con troppa tensione nervosa; spesso aveva attacchi di panico che le impedivano di rispondere alle domande dell’insegnante.

Non potendo correggere il “modus operandi” della mia ex moglie, ho chiesto e ottenuto un colloquio con Cinzia. In breve le ho detto:

«Ti voglio bene sempre, anche quando non ottieni buoni voti a scuola, anche se non sarai promossa; io desidero la tua felicità ed essa arriva solo quando si pratica un lavoro che piace. Chi svolge un impiego pubblico che produce molto stress non può essere felice. Una statistica elaborata negli USA svela che, su cento artigiani, solo cinque o sei avranno nel tempo problemi di depressione, mentre su cento laureati una ventina avranno questa patologia e addirittura la percentuale supera il 50% quando si esercita la professione specifica dell’avvocato.

Per un tuo futuro felice scegli un lavoro che pensi di poter svolgere con passione e con gioia. Se per esercitare questo lavoro è necessario avere un titolo di studio allora devi studiare per questo scopo, ma se il lavoro che ti piace non richiede un diploma o una laurea non

sottometterti solo per soddisfare le ambizioni di tua madre. Io ti aiuterò economicamente affinché tu possa esercitare l’attività che ti piace.

Ricorda che tuo padre è più contento di avere una figlia che svolge un lavoro umile che la rende felice, piuttosto che una figlia scienziata continuamente depressa.

Vedi la tua amica Anna, tanto osannata da tutti per i voti che prende, un giorno ha preso un’insufficienza in una materia e ha pianto così tanto che è stato necessario il suo ricovero in ospedale. Lei studia così tanto solo per sentirsi apprezzata dagli altri, e quando non vi riesce crolla.

Io non sarei contento di avere una figlia come Anna, perché mi spaventa la reazione che lei avrà quando da grande incontrerà inevitabilmente qualcuno che la giudicherà male.

Se tu decidi di studiare fallo solo perché è in attinenza con quello che vuoi fare da grande, e se hai problemi con tua madre corri da me perché io ti sosterrò con tutte le mie forze».

Poi, abbracciandola le ho detto: ti voglio bene.

Dopo questo colloquio mia figlia, studiando meno, ha sempre preso ottimi voti: aveva acquisito la fiducia in se stessa! Ora non aveva più bisogno di dimostrare agli altri le sue capacità!

Per riaprire il chakra della fronte la persona deve migliorare l’autostima, credere in se stessa, nelle proprie capacità e nel proprio potenziale. Essa non deve più giudicarsi negativamente per le esperienze vissute nel passato, e non deve più dipendere dal giudizio degli altri.

In commercio vi sono migliaia di libri che trattano di autostima, come far emergere il proprio talento, come avere successo, come potenziare le proprie facoltà mentali, come vincere le paure, come ottenere tutto ciò che si desidera ecc….

Il terapeuta può facilmente trovare tutto il materiale letterario idoneo per aiutare una persona con il chakra della fronte bloccato.

Io preferisco raccontare alcune mie esperienze personali perché in questo modo la persona, per empatia, è invogliata a confidarmi della

sua vita privata, delle sue cose più intime e, soprattutto, delle sue debolezze. Essendo troppi gli argomenti attinenti all’autostima che posso proporre, (una volta un mio corso sull’autostima è durato oltre i venti giorni) la persona, con la sua apertura, mi permette di scegliere quelli più consoni alla risoluzione del suo problema.

Esperienza

Dall’età di 17 anni ho avuto tante storie d’amore con donne bellissime, nonostante fossi bruttino, senza soldi, senza un’automobile o abiti alla moda.

Avevo imparato una tecnica che utilizzava lo sguardo per attirare a me ogni donna che desideravo. Poi, colloquiando con loro, in poco tempo, le facevo innamorare follemente di me. Tutte mi dicevano che erano colpite dal mio sguardo e dalla mia bellezza interiore. La regola fondamentale di questa tecnica era di non abbassare mai lo sguardo quando si guarda una donna negli occhi, e contemporaneamente pensare: «Sono sicuro di me, mi piaci e ti conquisterò».

Esperienza

In un party tenutosi a Varese rimasi affascinato dalla presenza di una donna bellissima. Chiesi a un amico che la conosceva se era impegnata sentimentalmente, la risposta fu: «E’ fidanzata da circa tre anni con la persona che le sta accanto, è innamoratissima di quell’uomo e tra pochi mesi si sposeranno».

Sono rimasto allibito, la persona che invidiavo era un giovane di circa trentacinque anni, meno alto della fidanzata, un po’ stempiato, aveva il viso pieno di brufoli e portava lenti spesse quanto un fondo di bottiglia. Con un pizzico di malignità ho subito pensato che lei fosse attratta dai suoi soldi; «Ti sbagli» replicò il mio amico, «lui è un semplice impiegato mentre lei appartiene ad una famiglia molto ricca».

Per soddisfare la mia curiosità ho trascorso un bel po’ di tempo ad osservare il fortunato fidanzato, sperando di carpire il segreto del suo successo, e più lo guardavo tanto più ero affascinato da questa

persona. Tra tutti i presenti egli si distingueva per il carisma, per la personalità, per la sicurezza in se stesso e per la finezza dei suoi gesti. Ho notato che quando interagiva con gli altri questi restavano colpiti dalla sua bellezza interiore, perciò tutti desideravano intrattenersi con lui.

Qual è la morale di questa storia?

Attrae più la bellezza interiore che la bellezza esteriore. Chi coltiva la prima nel tempo la vedrà crescere sempre di più e vivrà nell’amore; chi privilegia la seconda con il passar del tempo la vedrà svanire (le rughe prima o poi appariranno) e dopo vivrà in solitudine.

Esperienza

La mattina del primo giorno di frequenza ad un corso di digiuno olistico tenutosi a Ischia l’ho trascorsa cercando di individuare tra le insegnanti e le partecipanti una donna con la quale relazionarmi sentimentalmente. Ero single da troppo tempo e mi mancava di vivere l’amore, in tutti i sensi.

La ricerca era stata deludente perché l’unica single era una giovane insegnante di varie tecniche di meditazione che, per il suo aspetto fisico, proprio non mi attraeva: sembrava anoressica, i lineamenti del suo viso erano troppo marcati ed il mento era molto allungato.

Dopo un solo giorno di corso tutti noi partecipanti eravamo incantati dalla bellezza interiore di questa insegnante. Io, ogni volta che la guardavo, sentivo aprirsi il mio cuore all’amore. In poco tempo lei era diventata la mia compagna di vita ideale.

Purtroppo appresi che stava per sposarsi con il fondatore della scuola “Il pensiero positivo”. Ho conosciuto personalmente quest’uomo l’ultimo giorno di corso: era un tipo sui trent’anni molto attraente, alto più di un metro e ottanta con capelli lunghi e biondi, aveva gli occhi azzurri ed i lineamenti del suo viso erano molto dolci; in più aveva carisma, era dotato di un’ottima dialettica e di una grande cultura spirituale e, per le iniziative della sua scuola e per la vendita dei suoi libri godeva di successo economico e fama internazionale.

Quest’uomo aveva tutte le qualità per conquistare le più belle donne del mondo eppure, lo appresi dai giornali, sposò questa ragazza fisicamente minuta e bruttina.

Al posto suo avrei fatto la stessa scelta, la bellezza interiore di questa ragazza è straordinaria e unica.

Qualsiasi individuo, anche se privo di buoni requisiti fisici e di una buona posizione economica, che ha invece una buona personalità e un buon carisma, può conquistare la persona più affascinante del mondo.     .

In generale la persona fisicamente bella è privilegiata nell’ottenere un buon posto di lavoro, non ha problemi a relazionarsi con il sesso opposto e a fare facili conquiste; chi, invece, si considera bruttino, si sente emarginato dalla società e trova difficoltà ad avere relazioni sentimentali.

Questa discriminazione può far apparire, erroneamente, imperfette le leggi evolutive.

L’anima, quando viene sulla terra, sceglie i genitori, l’ambiente ed il corpo umano in cui risiedere, reputandoli perfetti per svolgere la missione che si è prefissata: sperimentare la gioia di vivere dopo aver superato i problemi che ha scelto di affrontare. Il superamento delle difficoltà terrene costituirà un avanzamento nel percorso evolutivo dell’anima.

La persona che conta esclusivamente sulla propria bellezza per raggiungere il successo potrà anche facilmente conseguirlo, ma poi, quando nel tempo la bellezza svanirà ed inevitabilmente sopraggiungeranno le rughe, pagherà il fatto di non aver dedicato tempo al lavoro introspettivo, utile per aprire il suo cuore all’amore. L’inevitabile conseguenza è vivere la propria vecchiaia in uno stato  di solitudine e depressione.

Avrete pur notato che la maggioranza delle persone famose muoiono per suicidio o per l’uso di droga!

Tutte le persone che hanno trovato e vissuto il successo senza preoccuparsi di guardarsi dentro per migliorarsi, per temprare il proprio carattere e per diventare sicuri di sè alle prime difficoltà della vita sono crollate psicologicamente ed hanno fatto una brutta fine.

Io non invidio coloro che sono fisicamente belli e che solo per questo motivo godono di facili successi perché, rispetto alle persone “normali”, esse hanno meno stimoli ad operare i cambiamenti che li condurranno alla vera felicità.

Le leggi evolutive sono perfette, perché garantiscono la felicità solo a chi, lavorando su se stesso, impara ad aprire il proprio cuore all’amore. Nessuno al mondo, neanche Dio, può regalare la felicità ad una persona; se ciò accadesse le leggi spirituali sarebbero imperfette perché discriminatorie.

Tutte le persone al mondo hanno la possibilità di vivere con gioia, chi vuole essere felice non deve fare altro che accrescere la propria autostima.

Quando tenevo corsi di autostima, il primo giorno consigliavo ai partecipanti di scrivere in alto su un foglio di carta nome e cognome, e sulla riga sotto l’elenco delle proprie qualità. Questo foglio doveva essere consegnato a me l’incontro della settimana successiva.

Questo può sembrare un esercizio banale, invece io lo trovo molto importante per compiere i primi passi nell’accrescimento della propria autostima. Tutte le persone che si guardano allo specchio pongono l’attenzione su quelli che ritengono propri difetti fisici; anche le top model, davanti allo specchio, focalizzano lo sguardo sulle parti del viso e del corpo che non gradiscono, magari per la presenza di un semplice neo o di un piccolo brufolo.

La stessa cosa succede quando ci guardiamo dentro: ci giudichiamo male perché pensiamo alle nostre debolezze, agli errori che abbiamo commesso e alle cose che non ci rendono fieri.

Il primo passo che ci permette di amarci di più è quello di sostituire la brutta opinione che abbiamo di noi con pensieri lusinghieri. Ecco quindi l’importanza di porre l’attenzione sulle proprie qualità e sui propri pregi scrivendoli poi su un foglio.

Quasi tutte le persone che partecipavano ai miei corsi all’inizio non sapevano quale propria qualità scrivere sul foglietto perché avevano sempre posto l’attenzione sui propri difetti; poi qualcuno mi ha persino riferito che si alzava di notte dal letto per scrivere il pregio che gli era appena venuto in mente. La settimana seguente tutti i

partecipanti al corso mi hanno mostrato un foglietto dove erano evidenziate non meno di venti proprie qualità. Sette giorni prima avevano tutti lo sguardo spento, ora i loro occhi mostravano invece una grande vitalità: ora credevano di più in se stessi.

Io non ritiravo i foglietti ma invitavo ognuno a farsene delle fotocopie da attaccare in posti strategici della loro abitazione dove si posava frequentemente il loro sguardo.

In questo modo, rileggendo più volte i propri pregi, la persona finisce per riconoscere che deve essere fiera di se stessa.

Una delle cause principali della carenza di autostima deriva dal fatto che la persona si giudica in base alle esperienze vissute nel suo passato e soprattutto in base agli errori commessi. Egli pensa: «ho sbagliato tanto perciò sono un deficiente!». Sovente chi ha pensieri del genere non si apre a nuove esperienze perché, non credendo nelle proprie capacità, teme di commettere altri sbagli. Per accrescere l’autostima della persona che ha il chakra del terzo occhio bloccato a causa di questi pensieri negativi, mi rivolgo a lui sollecitandolo a perdonare se stesso per tutti gli errori che ha commesso:

«Se rifletti bene, tante esperienze negative che hai vissuto sono servite per il tuo processo di maturazione personale; quelle esperienze contrassegnate da forte sofferenza che ancora non hai compreso devi analizzarle meglio perché anch’esse non ti sono capitate per caso, anch’esse sono venute per insegnarti qualcosa.

Hai la facoltà di vedere lo stesso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto; allo stesso modo per un errore che hai commesso puoi giudicarti negativamente, perché non sei stato bravo, oppure pensare di essere più maturo perché oggi, nella stessa situazione, sai agire nel modo giusto».

Faccio un esempio: una persona si trova ad un bivio e non sa quale delle due strade è quella giusta per arrivare alla sua meta. Decide di prendere quella di destra e dopo averla percorsa per un po’ si accorge che non è la strada giusta. Invece di fermarsi e mettersi a piangere, reputandosi un inetto, torna indietro fino al bivio e intraprende la strada di sinistra, che ovviamente è quella giusta.

Un’altra persona che si trova allo stesso bivio, e non sa quale strada prendere, ha il 50% di possibilità di sbagliare. Invece lui ora sa perfettamente quale è la strada giusta e questa sicurezza gli deriva dallo sbaglio commesso precedentemente.

Qual è la morale?

Ogni errore insegna qualcosa, arricchisce la conoscenza, ci fa diventare più maturi e consapevoli, più esperti, più saggi.

Chi si giudica male pensando agli errori commessi, non avendo fiducia in sé, non potrà mai esprimere il proprio potenziale e, cosa più importante, non può dare amore e non può riceverlo dagli altri (legge della risonanza).

Lo voglio ribadire: se non ti ami, se non hai amore per te stesso, non puoi amare alcuna persona! PUOI DARE SOLO QUELLO CHE HAI! Se non sai amarti non sai amare gli altri e, per risonanza, non puoi ricevere amore dagli altri.

Non tendere a sottovalutarti per il tuo passato, vedi il bicchiere mezzo pieno! Le esperienze negative che hai vissuto sono state indispensabili perché hanno permesso il tuo processo di maturazione.

Il passato non esiste più, l’unica cosa reale è il presente, giudicati solo per quello che sei ora e per quello che fai ora. Non sei perfetto? E’ ovvio che non lo sei, così come non lo è nessun essere umano in carne e ossa. La persona che è perfetta diventa Dio, e nell’unirsi a Lui lascia il corpo materiale diventando pura luce.

Osserva te stesso, osserva le tue imperfezioni, i tuoi limiti e le tue paure, e amati così come sei ora. Certo, vuoi migliorare, ma ricordati che non vi può essere nessun cambiamento se non si parte dall’auto accettazione: “Mi amo così come sono ora”. Solo quando questo amore è insito in te “per miracolo” avvengono tutti i cambiamenti positivi.

Un esempio: una persona non accetta la propria timidezza e per combatterla si sforza di essere simpatico a tutti. Ricordate quando avete ascoltato una barzelletta raccontata da una persona timida che non sapeva mimare l’espressione giusta del suo viso? Non solo non vi ha fatto ridere, ma ha rimarcato il vostro giudizio negativo verso

questa persona perché egli ha voluto cimentarsi in una cosa che non era alla sua portata: raccontare barzellette.

Lo stesso avviene ogni qualvolta una persona si sforza di apparire diversa da com’è realmente. Quando, invece, una persona si mostra agli altri senza maschere, senza nascondere i suoi limiti ed i i suoi difetti “per miracolo” sarà accettata da tutti e “per miracolo” tutti la troveranno simpatica.

Stessa cosa avviene nei rapporti d’amore.

Quante volte ho sentito dire: “Io sono generosa, sempre disponibile verso gli altri, sempre amorevole, eppure ricevo sempre ingratitudine e cattiveria gratuita”.

Questa persona non conosce le leggi cosmiche e non conosce se stessa. Siccome non si accetta e non si ama cerca inevitabilmente all’esterno, negli altri, quella stima e quell’amore che non ha in sè. Senza saperlo porterà una maschera, fingerà di essere quello che non è, e la conseguenza di questo comportamento artefatto porterà inevitabilmente a risultati opposti a quelli che la persona si era prefissata.

Ripeto, solo quando ci si ama veramente si può donare vero amore, e di conseguenza ricevere amore dagli altri. Questa legge cosmica, perfetta, impone che tutto parta da noi, che l’unico lavoro redditizio che possiamo fare nella vita è il lavoro che facciamo per conoscere noi stessi, per imparare ad amarci di più accettandoci per quello che siamo e poter, di conseguenza, operare i cambiamenti che ci porteranno a gioire nella vita.

Puoi cambiare solo te stesso, perciò non sprecare le tue energie per cercare di cambiare gli altri. Ora che hai chiuso con il passato e preso consapevolezza di te stesso, non rimane altro da fare che muoverti verso l’amore.

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