Racconto di Marco

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QUELLO CHE DESIDERAVO E’ DAVVERO ACCADUTO ! (di Marco Legna)

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Autore: Marco Legna

RACCONTO DI MARCO - di Marco Legna

Questa è una storia di fantasia che è stata elaborata prendendo spunto da quello che stava realmente accadendo nel mondo, ed in particolar modo in Italia, nei primi 4 mesi del 2020.


Nel mese di gennaio in Cina era scoppiata un’epidemia provocata da un virus nuovo, il covid-19, e dato che non esistevano vaccini per debellarlo, da epidemia si è trasformata rapidamente in una pandemia mondiale; dopo la Cina la prima nazione in Europa che ha registrato un numero rilevante di contagiati è stata l’Italia. Già a fine marzo, nel “bel paese” risultarono contagiate oltre 100.000 persone e ufficialmente i morti per il covid-19 erano più di 10.000. Il governo italiano per fronteggiare la pandemia aveva imposto ai cittadini il divieto di uscire di casa; solo un componente della famiglia poteva farlo dimostrando, tramite un’ autocertificazione, che lo faceva per motivi di lavoro o per acquisti di prodotti alimentali o farmaceutici. Tutte le attività commerciali e le industrie che non producevano o fornivano beni di necessità erano state chiuse. In pratica, a marzo, l’economia italiana era bloccata. Il governo aveva emanato dei decreti per dare dei sostegni economici alle aziende chiuse, agli operai, ai lavoratori autonomi, alle famiglie ma l’ aiuto in denaro era assolutamente insufficiente per permettere la riapertura di moltissime attività commerciali e centinaia di migliaia di persone si trovavano senza un lavoro; ciò aveva creato nella maggioranza delle famiglie una situazione di indigenza. L’Italia figurava tra i paesi al mondo con più alto debito pubblico e c’erano alcuni Stati che facevano parte dell’ Unione Europea che non permettevano all’Italia di estendere il proprio debito per ottenere il denaro necessario per la ripresa economica. Il meridione che da oltre 100 anni vedeva aumentare sempre di più il divario economico con il nord d’Italia era il territorio che soffriva maggiormente della crisi.

Già prima della pandemia il sud Italia aveva il più alto tasso di disoccupazione di tutta l’Europa e quasi tutti i giovani che si laureavano erano costretti ad abbandonare la loro terra nativa per andare a cercare lavoro altrove.Chi lavorava con regolare stipendio riusciva solo a sopravvivere. Gli altri dovevano arrangiarsi cercando piccoli lavori a nero. Ora la pandemia aveva dato il colpo finale all’economia del meridione. Moltissime aziende commerciali avevano cessato l’ attività e le poche che erano rimaste aperte registravano incassi ridotti di oltre il 50% non sufficienti a coprire le spese di gestione. I pochi aiuti economici che il governo concedeva non bastavano a risollevare l’economia pertanto nel popolo cresceva la disperazione perché mancava il denaro per comprare il cibo. Cominciarono a verificarsi dei furti di prodotti alimentari ed il governo fece intervenire l’ esercito per evitare i saccheggi nei supermercati. La rivolta poteva esplodere da un momento all’altro.

Solo con questa prefazione si può comprendere questo racconto “fantasioso” che vede MARCO come protagonista principale.
Marco aveva 27 anni ed era nativo della Calabria. Da qualche anno viveva a Baronissi (provincia di SA) per conseguire la laurea in Informatica presso l’Università di Fisciano. Nel periodo della pandemia, con la chiusura dell’università, aveva deciso di non rientrare nella sua casa a Cosenza perchè non voleva rinunciare a frequentare Sofia, la sua ragazza salernitana. Dato che entrambi i giovani abitavano nello stesso Comune ma in appartamenti distanti tra loro, avevano adottato uno stratagemma per continuare a vedersi: con la scusa di uscire per comprare prodotti alimentari si incontravano,di nascosto dalle autorità, a metà strada, in un appartamento di un amico comune, rimasto abbandonato perchè tutti i ragazzi che lo abitavano, con la chiusura dell’università, erano ritornati alle loro case. Questi incontri duravano massimo tre ore, poi Marco e Sofia rientravano nelle loro rispettive abitazioni. Tutto il restante tempo della giornata Marco rimaneva da solo nel suo appartamento e seguiva gli avvenimenti di quel che stava accadendo attraverso la TV ed Internet e si sentiva molto turbato dai resoconti dei telegiornali e dalle notizie che riceveva dai suoi amici su internet. Quando la pandemia era quasi cessata il governo italiano aveva eliminato il divieto di uscire di casa ponendo come limitazione la distanza di un metro tra le persone. Le scuole e le università però continuavano a rimanere chiuse.

Quando stava da solo, chiuso nella sua cameretta di studente universitario, oltre a seguire gli avvenimenti drammatici derivanti dalla pandemia, rifletteva sulle conseguenze economiche che inevitabilmente avrebbero colpito la popolazione. Due anni prima aveva seguito un corso “spirituale” ed spesso gli tornavano in mente le frasi che il maestro aveva ripetuto più volte durante il corso:
“Tutto quello che ci capita, anche una disgrazia che apparentemente sembra destinare una persona a vivere nella sofferenza, in realtà rappresenta un’occasione per creare le condizioni per vivere nella gioia.
L’anima non sceglie di affrontare una prova difficile che non abbia la soluzione. Tutti i problemi che dobbiamo affrontare nella vita rappresentano delle prove che dobbiamo superare per procedere nel cammino spirituale e più esse sono impegnative più dobbiamo avere come ricompensa nell’averle superate un ritorno in termini di gioia di vivere. Dio ha creato il mondo affinchè le anime possano compiere il processo evolutivo; E non dovrebbe essere in grado di creare le condizioni di cui ogni anima necessita? Egli dispone le cose in modo che ognuno di noi non vada perduto e faccia le esperienze per imparare ciò che è importante nella sua evoluzione ed a noi sembrerà, invece, che i nostri problemi ci capitino “per caso”.

Quando si chiude una porta è solo perchè nel nostro destino è segnato che si deve aprire un portone. Una disgrazia, la morte di una persona cara, la fine di una relazione sentimentale, la perdita della casa o del lavoro avvengono per costringerci a dare una svolta positiva alla nostra vita”.
Marco era preoccupato per la crisi economica che stava vivendo la nazione e cercava di trovare un senso spirituale a quello che stava accadendo. Ci doveva essere per forza una soluzione affinchè l’Italia uscisse dalla situazione drammatica che attraversava ma egli non riusciva a trovarla.
Come si fa ad uscire da uno stato di estrema povertà quando il denaro non può circolare per colpa delle imposizioni dell’ Unione Europea? Quando l’economia è ferma? Quando siamo inerti contro i poteri forti che vogliono controllare la massa delle persone? Come può essere il Coronavirus l’occasione per eliminare tutti i cappi al collo che soffocavano i popoli?
Marco cercava una risposta ma, anche trascorrendo molte notti in bianco pensando alle possibili soluzioni, non ne trovava alcuna. Un giorno gli venne in mente che il suo maestro spirituale gli aveva detto che quando una persona non sa in che direzione procedere bisogna chiedere aiuto a Dio o ai propri angeli guida. La richiesta di aiuto doveva essere pronunciata ad alta voce, quindi da soli in camera, prima di andare a dormire.

A tutti i partecipanti al corso Il maestro aveva assicurato che nel giro di tre giorni la risposta sarebbe arrivata in maniera del tutto casuale. Marco decise di provare; si mise in ginocchio, con le mani aperte verso l’alto e ad alta voce pronunciò: “Dio, dammi un’indicazione su come io possa aiutare gli altri a superare questo brutto periodo”. Due giorni dopo gli capitò casualmente di vedere un video su Facebook e sulla destra dello schermo notò che poteva consultarne degli altri. La sua attenzione andò su uno intitolato “La protesta con le pentole”. Lo vide per intero e subito dopo gli occhi gli brillarono di gioia. Aveva capito che quel video non gli era capitato per caso ma era la risposta al suo quesito. Il video raccontava che il popolo dell’Islanda era sceso in piazza a protestare contro le decisioni del governo di tassare ogni cittadino per coprire i debiti accumulati dalle banche per gli investimenti fatti in prodotti derivati privi di valore azionario. Era stata denominata “la protesta con le pentole” perchè tutta la popolazione si era riversata nelle strade battendo sulle pentole perchè le tasse imposte dal governo li avrebbe privati del denaro per comprare cibo da cucinare. Dato che alle proteste aderì ogni abitante il governo fu costretto a dimettersi. Il popolo continuò a manifestare perchè anche il partito di opposizione aveva votato a favore della tassa ed alla fine, visto che tutto il paese era paralizzato dallo sciopero, tutto il parlamento diede le dimissioni. I cittadini non ritenevano giusto che dovevano essere loro a dover pagare economicamente per gli sbagli operati dai dirigenti delle banche.Visto che il popolo era compatto la magistratura intervenì arrestando tutti i responsabili del crac di ogni singola banca.

Leggendo questo racconto Marco ebbe un’intuizione: le lobby economiche che governano il mondo e la politica che è assoggettata a queste lobby esistono solo perchè sono i cittadini che lo permettono. Se tutti sono uniti si può costruire un mondo migliore: vivere nel benessere psicofisico ed economico. Il giovane universitario capì che proprio l’attuale grave crisi economica costituiva l’occasione giusta affinchè il popolo si liberasse dalle catene che gli impedivano di vivere dignitosamente. Marco già sapeva: – che i vincoli europei soffocavano l’economia italiana e che sono le banche private a stampare la valuta; In cambio di una banconota di carta dal costo irrisorio chiedono la valuta stabilita ed in più gli interessi per prestare questo denaro. – che appartenere alla NATO significava spendere in armamenti e sostenere i costi per mantenere un esercito efficiente contro gli attacchi dei nemici. Solo un pazzo può ipotizzare che nel futuro una nazione straniera possa occupare militarmente l’Italia. – che l’88% delle spese regionali sono destinate alla sanità e la maggioranza di questo denaro va solo a foraggiare le case farmaceutiche, perchè le ricerche scientifiche sulle cure sono solo quelle da loro sponsorizzate per creare farmaci venduti a prezzi esorbitanti (esempio: una dose giornaliera di chemioterapia costa a chi lo produce meno di cinque euro ma viene venduta a non meno di 3000 euro). -che l’informazione che viene fornita dai mass media è del tutto manipolata dalle lobby economiche.

Marco si era documentato su queste dinamiche dopo aver vissuto di persona un’esperienza che lo aveva segnato: Circa tre anni prima un amico lo aveva portato in una comunità autosufficiente esistente in Valle D’Aosta e lì gli avevano fatto vedere che questo eco-villaggio era fornito di energia elettrica da un gruppo elettrogeno che funzionava ad aria, quindi senza nessun tipo carburante (già dal 1947 si sa dell’esistenza di questi gruppi elettrogeni perchè il ricercatore Tesla ne aveva portato uno all’ufficio brevetti della California; questo brevetto non era stato accettato con la scusa che non veniva menzionato il tipo carburante e ciò nonostante il fatto che i funzionari dell’ ufficio avesse constatato il perfetto funzionamento del gruppo elettrogeno). Gli abitanti della comunità tenevano nascosto alle autorità locali l’esistenza di questa apparecchiatura perchè temevano il suo sequestro e ripercussioni sulla loro liberà personale.
Questo fatto sconvolse Marco: esiste l’energia a costo zero ed il popolo non lo deve sapere? I dotti del villaggio gli spiegarono che quasi tutta l’economia mondiale è determinata dalla valutazione del dollaro; solo con i dollari si possono acquistare i barili di petrolio per cui ogni nazione ha bisogno di avere nei propri forzieri anche della valuta in dollaro per potere approvvigionarsi dell’oro nero.

Questo faceva si che il dollaro fosse super valutato. Gli spiegarono che gli U.S.A. avevano condotto “la Guerra del Golfo” non con lo scopo di eliminare armi tossiche (mai trovate) ma che i vero motivo era eliminare il governo dell’Iran perchè da alcuni anni aveva deciso di vendere il petrolio in euro (in quel periodo si apprezzava sempre di più sul dollaro). Se altre nazioni dove si estraeva il petrolio avessero seguito lo stesso esempio il dollaro avrebbe perso molto del suo valore e ciò avrebbe creato tragiche conseguenze all’economia americana. E’ per questo motivo che non si deve sapere che esiste l’energia a costo zero. Marco era perplesso e provò a replicare: “Ma se ciò è vero perchè l’Italia ed altre nazioni ostacolano questa conoscenza?” I dotti gli risposero: “Possiamo fornirti ipotesi plausibili su come tutto il mondo sia governato da poche persone che controllano le case farmaceutiche, l’industria delle armi, il mercato del petrolio, i mass media. A ciò potrai credere o meno ma un dato sicuro te lo diciamo: sai quanto costa allo Stato un litro di benzina? Circa trenta centesimi ma noi paghiamo la benzina non meno di un euro e sessanta centesimi, ebbene la differenza sono accise che incassa lo Stato.

Ora quanto paga mediamente una famiglia italiana per le tasse in base alla dichiarazione dei redditi? Un cittadino con un reddito medio non sa che in realtà, paga per le accise sul consumo della benzina e del gas una somma da due a dieci volte superiore a quello che versa per le tasse sul reddito. Vedi che l’energia a costo zero non conviene neanche allo Stato italiano? Capisci perchè tutti quelli che saltuariamente mostrano apparecchiature o automobili che funzionano ad aria o ad acqua muoiono dopo poco tempo a causa di incidenti “casuali”? Noi ci siamo fidati di te ma ti esortiamo a non dire ad altri ciò che hai visto altrimenti metterai a rischio la nostra incolumità!” Marco era esterrefatto; faceva fatica a credere a ciò che i suoi occhi vedevano: un gruppo elettrogeno che funzionava ad aria. Per paura che si trattasse di una burla ispezionò ogni parte dell’apparecchiatura ed alla fine dovette rendersi conto che non c’era nessun tipo di carburante che alimentava il gruppo elettrogeno. I dotti nel notare il suo sbigottimento lo portarono in una capanna dove su un tavolo c’era un’apparecchiatura che produceva l’argento colloidale. Marco chiese a cosa serviva e i dotti gli spiegarono che utilizzavano l’argento colloidale come antibiotico naturale perchè distrugge qualsiasi tipo di virus, fungo o batterio la cui proliferazione è causa di malattie. Da quando utilizzavano questo prodotto nessun abitante del villaggio si era curato con farmaci e tutti stavano in perfetta salute.

Quindi già da tre anni prima della pandemia da coronavirus Marco sapeva che l’argento colloidale era la soluzione perfetta per guarire ma aveva anche compreso che nessuna ricerca scientifica sarebbe mai stata fatta per verificare la sua efficacia perchè ciò avrebbe ostacolato fortemente i guadagni stratosferici delle case farmaceutiche (il fatturato più grande del mondo). Come possono le case farmaceutiche avvallare l’efficacia dell’argento colloidale quando chiunque con un piccolo apparecchio a casa potrebbe produrlo da solo?
Un anno prima Marco aveva avuto modo di rilevare che un tessuto Takionic migliora istantaneamente l’ ossigenazione del sangue e sapeva che lo stato di gravità di un contagiato da corona virus veniva constatato in base al suo grado ridotto di ossigenazione del sangue quindi, in pratica, il tessuto Takionic risultava un mezzo molto efficace per evitare la morte della persona contagiata ed una più rapida guarigione. Marco sapeva anche che le lobby farmaceutiche avevano comprato la casa produttrice del tessuto Takionic in California solo con lo scopo di chiudere questa azienda perché i prodotti Takionic avrebbero intaccato fortemente i loro interessi economici.

La soluzione per debellare il coronavirus molto probabilmente esiste ma per le case farmaceutiche logicamente si preferisce trovare un vaccino che darebbe ingentissimi guadagni. A loro non importa che centinaia di migliaia di persone muoiono per la pandemia e milioni di persone avranno difficoltà a sopravvivere per colpa della crisi economica, anzi più si ritarda la soluzione di un vaccino più si venderanno altri farmaci che le persone acquistano per cercare di contrastare il contagio, poi più l’ economia va giù più chi ha soldi da investire (chi vende i farmaci) potrà comprare beni, immobili ed aziende a prezzi irrisori. Tutta l’economia mondiale si regge solo sul profitto che deriva dalla vendita di farmaci, di armi, di petrolio e dagli interessi bancari. Questa era una realtà che non faceva dormire Marco. Dentro di lui nasceva la voglia di fare qualcosa per cambiare questo status-quo. Egli sapeva che solo una classe politica nuova fatta di persone che si mettevano al servizio del benessere psico-fisico del cittadino poteva agire senza l’influenza delle lobby economiche. In Islanda i cittadini, con la loro protesta collettiva, erano riusciti nell’intento di far dimettere tutti i parlamentari. Se il popolo dell’Islanda era riuscito in questo intento, se il popolo della Germania dell’Est con una protesta collettiva aveva posto fine al regime dell’URSS senza alcun spargimento di sangue, perchè il popolo italiano non poteva agire allo stesso modo? Certamente un popolo che soffre perché mancano i mezzi per vivere ha più voglia di scendere in piazza per protestare. Il corona virus aveva creato una gravissima crisi economica e già c’era chi temeva che da un momento all’ altro poteva accadere una rivolta popolare.

Era questa la giusta occasione per creare le condizioni per vivere nel benessere psico-fisico ed economico? Dato che nel meridione d’Italia il popolo non aveva più denaro per comprare il cibo la sommossa popolare poteva scoppiare da un momento all’ altro. Perché non approfittare della rivolta per offrire l’alternativa politica necessaria per creare un mondo nuovo? La storia aveva insegnato a Marco che tante volte dopo una sommossa popolare è stato l’esercito ad occuparsi della gestione economica del paese creando un regime dittatoriale. Una volta partita la spontanea protesta popolare, per evitare di passare da una società “pseudo-democratica” ad una autoritaria-dittatoriale o, peggio ancora, all’anarchia, occorreva che qualcuno indirizzava i rivoltosi ad attuare un programma convincente dove tutti possano rapidamente raggiungere il benessere economico. Marco dormiva solo poche ore perchè passava tutto il tempo a pensare ad ogni possibile scenario per trovare la soluzione ottimale che dava più garanzie di successo. L’ipotesi di una BREXIT dell’Italia fuori dall’ Unione Europea appariva irrealizzabile perchè NON sarebbe stata tollerata dagli altri paesi membri, figuriamoci se poi la NATO, che considera l’Italia come la portaerei dell’Europa, avrebbe accettato passivamente l’uscita della nazione che, nello scacchiere internazionale, reputava più strategica in caso di conflitto armato con altre potenze militari. Era molto probabile che in entrambi i casi ci si poteva attendere dagli altri paesi membri o alleati un embargo totale e ciò avrebbe causato ulteriori conseguenze drammatiche sull’economia. No, queste idee non erano perseguibili perchè l’Italia sarebbe uscita con le ossa ancora più rotte.

Pensò ad una secessione da parte di alcune regioni ma anche questa idea non sembrava fattibile perchè vedi caso della Catalogna: quando il parlamento di questa regione aveva proclamato la secessione era intervenuto il governo centrale spagnolo per redimere la sommossa popolare facendo persino arrestare i politici catalani promotori dell’autonomia. Come poteva avere successo un’iniziativa dove la regione più ricca della Spagna desiderava l’indipendenza quando tutto il restante popolo spagnolo non condivideva questa scelta? Anche la Lega in Italia era nata come movimento che chiedeva la secessione ma poi quest’idea è stata rigettata perchè aveva tutta l’Italia contro. Perchè i cittadini della Lombardia e del Veneto volevano l’indipendenza? Queste regioni avevano un’economia in grado di competere addirittura con quella della Germania ma la maggioranza del popolo lombardo e veneto era costretto a lavorare solo per riuscire a sopravvivere perchè le loro tasse andavano a far fronte alle necessità del meridione, che aveva il tasso di disoccupazione più alto d’Europa, persino della Grecia e di altri paesi balcani. Marco era intento a parlare con un amico siciliano, che praticava il suo stesso corso di Informatica, quando all’improvviso si accese dentro di lui una lampadina: cosa poteva accadere se era invece il sud Italia a chiedere la secessione? In questo caso la situazione era completamente diversa perchè avrebbe trovato il consenso certo del nord Italia. Queste regioni vedevano finalmente realizzato il desiderio di non dover più sostenere economicamente il meridione. Quindi, tranne alcuni abitanti delle regioni del centro Italia, tutti gli italiani sarebbero stati d’accordo alla scissione ed il bello della democrazia è proprio questo: vince la maggioranza.

Con l’opportunità di creare uno Stato nuovo si poteva redigere una nuova Costituzione, nuove leggi, nuovi accordi internazionali, nuove prospettive economiche e tutte le altre normative indispensabili ad assicurare il benessere psico-fisico ed economico di tutti i cittadini; si potevano costituire nuove regole alle quali si dovevano attenere tutti coloro che svolgevano funzioni pubbliche, dal semplice impiegato statale a coloro che, eletti dal popolo, dovevano legiferare.
Su questa ultima parte Marco aveva le idee ben chiare: dato che le leggi le fanno ed approvano i deputati ed i senatori, e che il cambiamento presupponeva un nuovo ordinamento giuridico era indispensabile avere una classe politica che realmente si adoperava per fare davvero gli interessi dei cittadini. Il rappresentante del popolo doveva svolgere le mansioni decisionali sentendo la responsabilità di operare per il bene di tutti, quindi doveva essere animato unicamente dall’agire per l’amore verso il prossimo, ed ovviamente in questo doveva essere escluso la possibilità di perseguire fini di arricchimento personali. I deputati e i senatori dovevano seguire sempre le indicazioni della circoscrizione di chi li aveva eletti e se non avessero mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale potevano essere immediatamente delegittimati ed il loro posto sarebbe stato occupato dal primo dei non eletti nella sua lista. Ciò avrebbe evitato cambi di partito per formare governi che non rappresentavano la maggioranza dei cittadini o che rimanevano a detenere la carica istituzionale solo per completare il mandato di 5 anni per avere diritto alla pensione. Bisognava abolire tutti i privilegi che aveva la classe politica; anzi, proprio chi rappresentava l’espressione del popolo, se infrangeva la legge doveva avere una pena superiore rispetto a quella che doveva avere un semplice cittadino che commetteva lo stesso reato.

L’idea era che la pena doveva essere commisurata in base al danno arrecato alla società: se un cittadino ruba una mela da un albero ha danneggiato il proprietario dell’albero. Se un impiegato comunale, un assessore o chiunque ricopra una funzione pubblica nel comune, acquisisce dei soldi illegalmente ha danneggiato tutti gli abitanti di quel comune, quindi la pena da scontare sarà più severa rispetto a chi ha danneggiato una sola persona. Stesso discorso vale per chi ha un ruolo istituzionale regionale; se questi approfitta delle sue mansioni pubbliche per lucrare ha danneggiato tutti gli abitanti della regione. Un deputato o senatore che non fa gli interessi del popolo con il suo fare ha danneggiato tutti e quindi dovrà scontare il massimo della pena prevista per quel reato. Bisognava anche fare in modo che il deputato rispondesse del suo operato per ogni sua singola votazione a coloro che lo avevano eletto perchè solo in questa maniera si poteva evitare che potesse agire seguendo fini personali o quelli delle lobby economiche.
Il contrario della situazione attuale, dove erano i rappresentanti del popolo che avevano privilegi, godevano dell’immunità parlamentare, potevano dire cose non vere senza avere conseguenze per le loro bugie, potevano assentarsi quando volevano, potevano votare in segreto senza quindi rispondere del proprio operato, potevano cambiare movimento politico, non pagavano i servizi statali e percepivano pure una lauta pensione con un solo mandato elettorale.

La soluzione c’era: dovendo eleggere un nuovo parlamento il popolo doveva esigere da chi voleva candidarsi la sottoscrizione di impegnarsi a votare favorevolmente, nei primi mesi di legislatura, una legge che penalizzava duramente il rappresentante del popolo che sbagliava. Ora appariva ovvio che chi si candidava senza firmare questo documento automaticamente sarebbe apparso all’opinione pubblica come una persona che voleva essere eletta per perseguire fini personali, mentre chi voleva candidarsi firmando prima questo documento si dimostrava nei fatti di voler operare solo per il bene dei cittadini. In pratica, chi rifiutava di firmarlo si dava la zappa sui piedi perchè difficilmente sarebbe stato eletto. E se poi le persone elette non mettevano in atto l’impegno assunto? E’ facile. Come il popolo con una protesta di massa aveva dimostrato di detenere il potere di far cadere il parlamento, aveva anche il potere poi di chiedere delle pene severe contro chi aveva disatteso le promesse fatte con tale documento sottoscritto. Tutto il popolo italiano era scontento della classe politica ed ad ogni elezione era portato a credere alle false promesse di chi si promuoveva come novità positiva ma aveva sempre visto che nella realtà le cose non cambiavano, anzi, peggioravano. Marco sapeva che nel Movimento Cinque Stelle si erano iscritti tantissimi giovani realmente animati dalla voglia di operare per il bene del paese ma quelli che erano stati eletti non erano stati messi in condizione dai vertici del movimento di avere la libertà di agire perchè se non eseguivano scrupolosamente le direttive imposte dalle due o tre persone che prendevano le decisioni venivano espulsi.

Adesso c’erano tantissimi giovani che volevano adoperarsi per il bene del prossimo, sentendo ciò come una missione della propria vita, e chiedevano solo questa gratificazione. Non volevano e non chiedevano privilegi personali, piuttosto erano pronti a fare sacrifici personali per adempiere a questo nobile scopo. Bastava solo mettere questi giovani in condizione di agire, essi chiedevano solo questo ed erano felici di sottoscrivere questo documento di responsabilità. Questi giovani desideravano che tutti i cittadini vivessero in un paese senza disoccupazione, senza criminalità organizzata, senza corruzione, senza inquinamento. Un mondo dove era possibile lavorare dignitosamente avendo anche il giusto tempo libero per occuparsi delle proprie passioni senza avere problemi di sopravvivenza economica perchè lo Stato avrebbe assicurato un sostegno economico in aggiunta a quello proveniente dal lavoro. Ciò che sembrava un’utopia era invece fattibile per Marco: siccome gli occupati erano superiori ai disoccupati bastava semplicemente che il lavoro, invece delle otto ore attuali previste, si riducesse a quattro o cinque ore per cui si liberavano posti per quelli che erano senza occupazione. La differenza della mancata retribuzione per le ore minori di lavoro sarebbe stata colmata da un reddito di cittadinanza molto cospicuo.

Dove prendeva lo Stato questi soldi? E’ semplice: eliminando tutte le spese inutili, superflue o folli: – Eliminare le spese per mantenere un esercito e per l’acquisto di armi (la Germania ed il Giappone dopo la loro sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale per più di trent’anni non potevano costituire un esercito e quindi spendere in armamenti, nonostante erano uscite dalla guerra senza più infrastrutture civili ed industrie, erano diventate in poco tempo due superpotenze economiche). – Rafforzare la qualità dei servizi sanitari riducendo drasticamente le spese sui costi dei farmaci. Era solo lo Stato che doveva occuparsi della salute dei cittadini per cui le cure farmacologiche non dovevano essere più gestite dalle case farmaceutiche. In questo modo lo Stato non più influenzato dalle lobby farmaceutiche era libero di fare sperimentazioni di cure che assicuravano guarigioni anche utilizzando prodotti naturali, pratiche energetiche o terapie psicologiche che erano in quel momento del tutto escluse dalle ricerche scientifiche. Poi, perchè non poteva essere lo Stato a produrre i farmaci? C’erano tantissimi farmaci che avevano perso l’esclusività del brevetto e che quindi poteva produrre direttamente lo Stato. Esempio di risparmio: una dose giornaliera di chemioterapia costava a chi lo produceva massimo 5 euro ed invece lo Stato pagava minimo 3000 euro alle case farmaceutiche. Attualizzando questa politica era ipotizzabile una riduzione delle spese sanitarie di circa il 50%. – Creare una Banca Nazionale (gestita solo dallo Stato) che stampava propria
moneta. Solo così si poteva creare denaro al costo effettivo della carta e delle spese di stampa ed in più si evitavano di pagare gli interessi alla banca che stampava il denaro.

Già queste prime idee che Marco aveva in mente, tutte attuabili facilmente, per ridurre le spese statali, erano sufficienti per ottenere i soldi necessari per dare un reddito di cittadinanza cospicuo ad ognuno. Se tutti avessero lavorato solo quattro o cinque ore sarebbe scomparsa la disoccupazione. Inoltre, ai cittadini sarebbe restato anche più tempo libero da godere, ognuno avrebbe avuto più denaro per coltivare delle passioni o hobby, e, infine, ognuno poteva usufruire di servizi statali di alto livello.
Come garanzia la quantità di denaro da mettere in circolazione doveva essere commisurata in base alle ricchezze economiche che lo Stato possedeva (immobili, capolavori custoditi nei musei, patrimoni culturali ecc). Ed il debito pubblico che già gravava sullo Stato italiano? Quello sarebbe stato assorbito ben volentieri dal nord-Italia perchè svincolato dal dover sostenere economicamente il meridione era così in grado di ridurlo drasticamente anno per anno.

Sulla carta tutto ciò era facile da conseguire, bastava semplicemente che il popolo del sud-Italia chiedesse la secessione e creasse uno Stato proprio.
Marco ipotizzava che, a causa della estrema povertà in cui vivevano i meridionali a causa della crisi economica creata dalla pandemia, era molto probabile una rivolta popolare. Egli però sapeva anche che non era semplice indirizzare questa protesta per chiedere la secessione. Se i cittadini fossero stati messi al corrente dei benefici che ciò comportava avrebbero aderito tutti ma il problema vero era diffondere queste informazioni alla collettività. A prescindere dal fatto che i canali di informazione si potevano facilmente oscurare, chi si fosse esposto avrebbe avuto seri problemi di incolumità per sè e per i propri familiari. La creazione di un nuovo Stato svincolato dalla Nato e dall’U.E., non dipendente dalle lobby bancarie, dalle case farmaceutiche, dai fabbricanti di armi e da coloro che gestiscono l’ energia non poteva essere assolutamente accettato; era impensabile che tutti quelli che controllano l’ economia globale non avrebbero fatto il possibile per impedire che ciò potesse realizzarsi. La secessione avrebbe avuto come conseguenza il fatto di far diventare in pochi anni il meridione un territorio con un’ economia addirittura più alta del nord d’Italia e con una qualità di vita superiore a quella esistente nelle nazioni più ricche; e se ciò veniva poi preso come esempio anche da altri popoli?

Tutti i poteri forti e le lobby economiche che attualmente governano il mondo sarebbero crollati miseramente! Per evitare questo evento c’era da aspettarsi che si sarebbero mossi tutti i servizi segreti di ogni nazione e che ogni lobby economica avrebbe assoldato sicari provenienti da tutto il mondo.. In sostanza, a chi si esponeva a promuovere la secessione sarebbe facilmente capitato “casualmente” un incidente mortale.
Marco si chiedeva se c’era una soluzione per finalizzare la probabile sommossa popolare per ottenere la secessione e come tutelare la propria incolumità.
Marco sapeva che, agendo da solo, non aveva alcuna possibilità di rendere fattibile il suo piano e che quindi doveva obbligatoriamente appoggiarsi ad altre persone che condividevano le sue idee. Ma di chi fidarsi? Anche il grande amico lo avrebbe tradito se lo avessero lo minacciato di morte e minacciato di morte tutti i suoi cari. Poi c’era il problema di come far recapitare il suo progetto ai rivoltosi senza che l’informazione sulla secessione non fosse subito oscurata su internet e senza pagare le probabili conseguenze penali per avere leso gli interessi nazionali.
Altro problema: con la realizzazione della creazione di un nuovo Stato Meridionale come evitare che la Nato si impossessasse delle sue basi militari esistenti nel sud Italia? (Ciò era successo a Guantanamo, un territorio di Cuba, che dopo la rivoluzione di Fidel Castro è ancora oggi controllato unicamente dall’U.S.A.).

Come fare arrivare nel nuovo Stato le apparecchiature che producevano energia elettrica senza costi per carburante e proteggere chi possedeva queste tecnologie? (ovviamente i servizi segreti di tutto il mondo avrebbero messo in campo tutti i mezzi possibili per impedire questa conoscenza).
Marco non solo trovò le giuste soluzioni a questi problemi che sembravano insormontabili ma ne elaborò altre facili da realizzare per eliminare la criminalità organizzata senza l’ uso di mezzi coercitivi, per ridurre le spese carcerarie di oltre il 50%, per evitare ogni tipo di inquinamento, per dare un reddito di cittadinanza mensile di almeno 500 euro per ogni cittadino (esempio: una famiglia di 4 persone avrebbe percepito 2.000 euro al mese), per incentivare il turismo, l’agricoltura, il commercio e le industrie, per migliorare i servizi sociali. Tutto ciò avrebbe fatto rientrare la maggioranza degli immigrati che avevano lasciato il meridione. (fine primo capitolo)
In pochi anni, dopo la secessione, la notizia che i cittadini del nuovo Stato godevano di un benessere psico-fisico ed economico che non avevano gli altri popoli si diffuse rapidamente nel mondo ed anche le altre nazioni seguirono l’esempio. In meno di decennio in tutto il pianeta cessarono le guerre, le morti per denutrizione, la povertà, l’ inquinamento, l’ abbattimento delle foreste, lo sterminio degli animali.

In questa storia di fantasia sono descritte tutte le difficoltà che Marco ha dovuto affrontare per vedere realizzata la sua idea.
Vuoi apprendere come Marco è riuscito nel suo intento?

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Autore: Marco Legna

Un pensiero su “Racconto di Marco

  • 22 Gennaio 2021 in 18:15
    Permalink

    Illuminante e coinvolgente

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