Il tumore all’Utero

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Un giorno venne a trovarmi Valeria, una ragazza di trent’anni che avevo conosciuto un anno prima in un seminario di riflessologia plantare. Quando la conobbi rimasi subito affascinato dai suoi occhi molto belli e dal suo viso estremamente sensuale. Questa ragazza avrebbe potuto competere con le fotomodelle famose se non fosse stata obesa nei fianchi e nelle gambe e per questo motivo le avevo dato dei suggerimenti per dimagrire. Ora nel rivederla ancora più grassoccia di prima rimasi un po’ deluso dal fatto che lei non aveva messo in pratica i miei consigli. Valeria conosceva le mie tesi sulla medicina della nuova era perciò quando le fu diagnosticato un tumore maligno al collo dell’utero volle sentire il mio parere prima  di sottoporsi ad un intervento chirurgico per asportare la massa cancerogena e ai successivi trattamenti di chemio.

Tramite il test muscolare kinesiologico verificai che effettivamente lei aveva bloccati i due chakra (corona e ipogastrico) che causavano la sua malattia degenerativa. Sempre con il suddetto test accertai che Valeria all’età di sedici anni aveva subito una violenza sessuale e che al momento stava facendo sesso senza provare nessun piacere. Mi risultò anche che la sua obesità non era causata dall’alimentazione ma dal fatto che lei, avendo paura di soffrire nel vivere un amore, inconsciamente usava il suo corpo “non attraente” per tenere alla larga gli uomini. Quando le dissi ciò che avevo riscontrato Valeria scoppiò in un pianto” liberatorio” e infine, visto che ero al corrente  di quello che le era capitato, trovò la forza per raccontarmi l’episodio dello stupro subito: all’età di sedici anni, ancora vergine, era andata a casa di uno studente universitario per svolgere delle lezioni di matematica. Questi, approfittando del fatto che erano soli, la prese con la forza e la violentò. In seguito Valeria aveva raccontato della violenza subita solo ai due fidanzati con i quali era stata successivamente. Entrambi i rapporti sentimentali erano finiti perché i fidanzati la giudicavano troppo fredda nel fare sesso (per colpa del trauma subito lei era diventata frigida). Queste due esperienze amorose le avevano lasciato il segno perché ora era convinta che nessun uomo avrebbe voluto formare una famiglia con lei. Valeria proseguì la confessione raccontandomi che da un anno accompagnava un dirigente aziendale nelle riunioni che egli teneva in Italia e che si concedeva sessualmente a questa persona, per altro sposata, per appagare le sue voglie maschili.

Ascoltando questa storia appariva evidente che Valeria, convinta che nessuno uomo l’avrebbe accettata come moglie per la sua frigidità e facendo sesso senza desiderio, aveva perso lo stimolo a vivere ed inconsciamente aveva innescato una malattia mortale nel collo dell’utero.

Spiegai a Valeria del rapporto esistente tra il conflitto che stava vivendo e la malattia degenerativa in corso e la informai sui tanti casi da me documentati dove le persone erano guarite definitivamente da malattie mortali operando gli opportuni cambiamenti psicologici. Ho poi trascorso con lei più di due ore per cercare di invogliarla a

reagire alla sua malattia dandole la speranza di un suo futuro splendido (le argomentazioni che ho utilizzato sono quelle descritte nel capitolo del chakra della corona).

Nella tarda mattinata del giorno dopo Valeria irruppe nella mia abitazione e mi comunicò in modo entusiasmante che dopo aver trascorso parte della notte a pensare alle mie parole si era lasciata prendere dal sonno solo dopo aver deciso di reagire in maniera positiva. Al di là del fatto che il giorno precedente lei mi era apparsa spenta dentro mentre in quel momento i suoi occhi esprimevano una forte vitalità, le ho fatto di nuovo il test muscolare kinesiologico per avere la conferma di ciò che sosteneva: effettivamente il chakra della corona non era più bloccato. Questa nuova situazione già implicava che la sua malattia non era più mortale. Ora per guarire definitivamente bisognava sbloccare il chakra ipogastrico. Dopo essermi congratulato con lei le dissi che prima di fare le nuove radiografie necessarie per il suo intervento chirurgico, fissate dopo tre giorni, dovevamo lavorare insieme per risolvere il suo conflitto sessuale; aggiunsi che i risultati del lavoro interiore svolto li avrebbe riscontrati attraverso l’esito delle radiografie.

Perché mi aspettavo dei risultati positivi in così poco tempo? Sin allora la mia esperienza mi indicava che i giovani hanno una capacità molto reattiva nel modificare i loro pensieri negativi, al contrario, invece, degli anziani che sono molto più ancorati ai loro atteggiamenti mentali sbagliati e che pur di non cambiare preferiscono affidare la loro vita ad interventi chirurgici e farmaci “miracolosi”. Quante volte ho sentito frasi del genere: “E’ troppo tardi per cambiare carattere. Ormai sono fatto così. Non ho la forza necessaria per modificare il mio atteggiamento nella vita”.

Valeria è venuta a trovarmi due giorni di seguito per apprendere le dinamiche psicologiche che portano alla risoluzione del conflitto sessuale: perdonare l’evento della violenza subita e riacquistare fiducia negli uomini (solo alcuni uomini praticano il sesso spinti unicamente dal loro istinto “animale”).

La sera del secondo giorno le feci il test e constatai che il chakra ipogastrico non era più bloccato e constatai anche che quando Valeria poneva il palmo della mano sulla zona malata non aveva più un calo energetico muscolare.

La mattina dopo, subito dopo aver fatto le radiografie in ospedale, lei venne da me per farmi vedere i risultati delle analisi. Aveva il viso colmo di gioia, prima mi abbracciò calorosamente, poi lesse il referto medico: regressione spontanea del tumore. Valeria aggiunse che i dottori erano rimasti molto sorpresi perché era la prima volta che loro constatavano la scomparsa di un tumore maligno al collo dell’utero.

Sei mesi dopo camminando per strada casualmente mi incrociai con Valeria. Come mi vide corse da me abbracciandomi. Ricordo che rimasi dapprima perplesso perché non avevo riconosciuto subito chi mi stava salutando così affettuosamente: Valeria era dimagrita in maniera vistosa ed era diventata una donna bellissima. In un bar dove ci fermammo a prendere un caffè mi raccontò che da due mesi era fidanzata con un giovane commercialista; mi disse che questa persona era dolcissima e che il loro rapporto sentimentale era stupendo ed, infine, mi confidò di non essere più frigida. Era successo tutto quello che precedentemente le avevo predetto. Sono un mago? NO! Applicando le leggi spirituali, che reputo assolutamente perfette, so che quando una persona elimina i propri pensieri negativi cambia in meglio la propria vita.

IL PENSIERO CREA LA REALTÀ.

Tutto quello che ci succede è determinato dal nostro modo di pensare. Nello specifico: fin quando Valeria pensava che tutti gli uomini sono uguali agli animali che fanno sesso per sfogo avrebbe incontrato nella sua vita solo uomini sessualmente egoisti. Quando ha cambiato in positivo il pensiero sugli uomini obbligatoriamente ha incontrato un uomo dolce che sa amare.

Come mai Valeria è dimagrita? Nel momento che lei ha acquisito fiducia negli uomini ed ha smesso di pensare che tutte le relazioni sentimentali sono causa di sofferenza non aveva più bisogno di usare la sua obesità per tenere lontano i maschi da lei. E’ sempre il pensiero che determinando e modificando i geni del corpo umano crea la malattia e la guarigione (pochi anni fa lo hanno dimostrato

alcuni scienziati di fisica quantistica) ed è il pensiero che determina  il metabolismo del corpo umano così come è successo nel caso di Valeria.

Solo quando religione e scienza concordano sulle identiche tesi sostengono una verità assoluta. Io non sono un indovino quando predico gli avvenimenti che succederanno a chi opera un cambiamento positivo del proprio pensiero. Osservando le leggi perfette e quella di effetto-causa e ne traggo le conclusioni.

Nessun evento succede per caso. E’ il nostro pensiero che li determina. Pensieri positivi creano una realtà positiva, pensieri negativi attraggono disgrazie.

La felicità e la gioia di vivere dipendono unicamente dal nostro modo di pensare. La sofferenza e la malattia sono solo segnali che dobbiamo cambiare modo di pensare. Nessun essere umano è predestinato a soffrire per tutta la vita!

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